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  • I VENT'ANNI DEL NOIR.

    Il 'Courmayeur Noir Film Festival' festeggia la sua ventesima edizione con un PROGRAMMA che ne rimarca la natura interdisciplinare tra cinema, letteratura, televisione e new media. La selezione dei dieci film si contende il LEONE NERO per il 'Miglior Film'.
    Mercoledì 8 dicembre, ore 12
    TITO TOPIN, Fotofinish, E/O
    Tito Topin, nato a Casablanca nel 1932, ha alternato fino agli anni ‘70 il mestiere di pubblicitario con quelli di illustratore e sceneggiatore di fumetti e di scrittore. Nel 1982 ha pubblicato Brelan de Nippons nella Série Noire di Gallimard nella quale pubblicherà anche la serie del commissario marocchino Emile Gonzales. Nel 1989 ha dato vita assieme a Pierre Glimbat alla popolarissima serie televisiva del commissario Navarro, interpretato da Roger Hanin, giunta alla diciottesima stagione e conclusasi nell’aprile 2007. Fotofinish è ambientato a Casablanca, un noir politico che si svolge alla vigilia dell’indipendenza del Marocco, ma anche un romanzo sulla memoria.
    Tito Topin fa parte della Giuria Cinema di Courmayeur Noir in Festival 2010

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  • Carancho vince il Leone Nero.

    La Giuria internazionale per il cinema, composta da : Tito Topin, presidente (scrittore, Francia); Guido Caprino (attore, Italia); Carlotta Natoli (attore, Italia); Silvio Orlando (attore, Italia); Angel Sala (direttore del Festiva di Sitges, Spagna), dichiara che : "Innanzitutto ringraziamo i selezionatori del festiva per la grande qualità e varietà dei film presentati a questa ventesima edizione, che ha reso certamente più difficile ma anche appassionante il nostro lavoro di giurati" e attribuisce i seguinte premi :

    LEONE NERO PER IL MIGLIOR FILM

    Carancho di Pablo Trapero (Argentina) per aver offerto una visione puntuale e forte di un aspetto della società argentina.

    Le jour de la remise des prix, le 12, après un déjeuner bien arrosé comme d'habitude, je refuse la voiture qui me conduit d'ordinaire à l'hôtel pour me donner l'occasion de marcher un peu avant de faire une petite sieste réparatrice avant la soirée de gala. A une cinquantaine de mètres de l'hôtel, je glisse sur une plaque de glace et me retrouve les quatre fers en l'air. Gustave Flaubert disait, paraît-il : "Emma Bovary, c'est moi". Après cette chute, je peux dire : "Hématome, c'est moi."

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  • Festivités.

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